| Il Mio nome è Samy Evans, sono nato il 28 agosto 1990 a Parigi ( una delle città che amo ). I miei genitori : Josefine e Evan divorsiarono quando io avevo solo 10 anni. Il giudice mi affido a mia madre, che era uno degli avvocati più bravi di Parigi a quel tempo. Vissi la mia adolescenza tra vizio e denaro, in una villa enorme, ma a me non era mai piaciuta quella vita. Mi stava cambiando, tutto in me stava cambiando...dopo essermi fatto i due piercing al labbro e i due tatuaggi, dopo aver speso per bene un po di soldi in abiti e cose varie, decisi che era arrivato il momento di cambiare. la mia vita non poteva continuare così, mia madre mi opprimeva e non mi lasciava fare quello che volevo davvero: vivere .Ormai ero ribelle, e lei, non poteva farci nulla. I 18 anni erano arrivato e con loro era arrivata la stagione dei cambiamenti. |
| Una mattina di metà agosto, dopo aver passato tutta la notte a riflettere giunsi ad una conclusione. Preparai la valigia, mettendo dentro il necessario. Non mi andava di portarmi dietro pesi inutili. Uscii dalla mia camera con quella valigia e mia madre mi guardò torva, sapevo che temeva che un giorno avrei potuto fare quel passo, ed ora la sua più grande paura si stava avverando < Samy! Samy dove vai? Torna qui immediatamente!! Samy! > uscii di casa, dirigendomi verso la macchina, mia madre mi urlava dietro e preso da un'attacco d'ira mi voltai e le urlai contro delle cose che non mi sarei mai immaginato < Vaffanculo mamma! lasciami in pace maledizione! Non ti voglio più vedere ne sentire! Mi hai stufato! Me ne vado dalla persona che amo, perchè non mi frega nulla se non vuoi che io lo veda! andrò da Tommy che ti piaccia o no!! E non provare a fermarmi! ADDIO !!, stammi bene e rovina la vita di qualcun'altro!! > Rimase spiazzata e si zittì, scossi il capo osservandola, salii in macchina e senza ombra di rimorso per quello che avevo fatto me ne andai da lì, per sempre. |
/// Driin \\\
| Non vedevo l'ora di rivederlo, mia madre mi aveva proibito di andare a casa sua o sentirlo anche per telefono, in qualche modo però riuscivamo sempre a vederci e stare insieme. la porta si aprì lentamente, ed eccolo...il Mio Tommy... con quel suo abbigliamento strambo e quei ciuffi fuxia sulla testa, mi osservò con quegli occhi scintillanti, sembrava incredulo di vedermi alla sua porta, schiuse le labbra come per dirmi qualcosa, ma non uscì nulla dalla sua bocca. Mi si getto addosso, abbracciandomi, mi stringeva forte e potevo sentire il suo calore. < Oh mio Dio, lo hai fatto! sei qui...sei davvero qui... Samy ti prego, non lasciarmi mai più...Ti Amo..ti amo..> Alzai le mani e presi il suo viso, lo guardai negli occhi, lì aveva lucidi e sussurrai < Ti amo Tommy, sei tutto quello che ho...non ti lascerò mai…te lo prometto…> annuì e lo abbracciai di nuovo. Lo tenevo stretto, una mano fra i suoi capelli e il suo respiro sul mio collo. Una lacrima scese sul mio viso, rigando la pallida pelle e lasciando che un po’ di matita colasse sulla mia gota. Ero con Lui, ero felice e niente ora poteva dividerci.
| La mia vita, così bella, così allegra con la persona che amavo, ma un giorno, le cose cambiarono: ricordo una frase di mia madre, tanto tempo fa, quando ancora riuscivo a sopportarla : “ Samy…ricordati sempre che la vita è crudele… il destino si diverte con te il più delle volte…e sappi che molte delle persone di cui ti fiderai in futuro, potranno tradirti…è la vita figlio mio…non è tutto rosa e fiori…adattati a questo “ . Non avevo ascoltato quelle parole, eppure in quel Maledetto giorno capii quello che mia madre cercava di dirmi. |
| < Tommy, mi dispiace tanto, ma non riesco a tenermi tutto dentro, è durato troppo a lungo…devo dirti la verità… Samy, ecco lui è stato con me. Lui ti ha tradito… mi dispiace dovertelo dire così ma da amica penso che sto facendo la cosa migliore > mi voltai di scatto verso Sharon. una delle migliori amiche di Tommy, la guardai ad occhi spalancati scuotendo il capo, incredulo per quelle parole. Tommy si voltò verso di me, lo sguardo perso e quegli occhi, solitamente scintillanti, erano opachi...mi si avvicino e senza che io me lo aspettassi cominciò ad urlarmi contro. Le emozioni che trasparivano dal suo volto erano infinite. Mi sentii uno schifo in quel momento. < Cazzo Samy! quando pensavi di dirmelo eh?!? Che ti è passato per la testa!? > Il suo viso, pallido, aveva preso un colorito più rossastro, era furioso e le lacrime cominciarono a rigargli il volto, lasciando che quel trucco pesante intorno agli occhi colasse. Sharon mi guardava sogghignando, aspettava quel momento da chissà quanto. Era sempre stata gelosa…sempre . < Samy ti prego! dimmi che non è vero… > Implorò Tommy in un sussurro disperato... io scossi il capo, non sapevo cosa dire, cosa fare. Non potevo negare che tra me e Sharon c’era stato qualcosa, ma non potevo nemmeno affermarlo… stavo spezzando il cuore alla persona che amavo di più al mondo. < i…io... ti ho amato Samy... co...come puoi tu ora farmi questo? > abbassò lo sguardo mentre le lacrime non cessavano. Si accasciò a terra, sulle ginocchia, i palmi delle mani a coprire la bocca mentre piangeva e singhiozzava. Mi fissava scuotendo il capo. I suoi occhi, più volte in quegli istanti incrociarono i miei e vidi in quelli di lui come stesse disperatamente cercando qualcosa nei miei. Come una negazione… o solamente, sperava di svegliarsi da una vita che si era trasformata in un incubo. < Vattene Samy…vattene via…> Sussurrò di punto in bianco, alzai lo sguardo verso Sharon scuotendo il capo . < Lo hai sentito Samy? Vattene via da qui > mi disse lei, sfacciata come al solito. Mi piegai sulle ginocchia avanti a Tommy, alzai la mancina e gli accarezzai il capo, lui si scosto di poco abbassando lo sguardo . < Addio Tommy > dissi io, in un sussurro . Lui alzò lo sguardo, di scatto, come fosse impaziente di incontrare i miei occhi, mi fisso per dei secondi infiniti. Si era perso… era distrutto, lo vedevo chiaramente , mi guardava implorandomi in silenzio che quello non fosse un addio. Sorrisi amaramente avvicinandomi a lui per sussurrargli qualcosa < Tommy… io ti amo, non posso farti soffrire… è la cosa migliore fidati… passerò, con il tempo io passerò… ti meriti di meglio … > Mi alzai a malincuore, lo guardai dall’alto, mordicchiandomi il labbro inferiore e mi voltai, non degnando di uno sguardo Sharon. Aprii la porta e mi voltai ad osservalo ancora una volta, mi fissava sperando che non varcassi quella soglia…e invece lo feci, uscii di lì chiudendo la porta alle mie spalle . Feci qualche passo e mi portai una mano alla bocca sentendo gli occhi farsi lucidi. Poi sentii la cosa peggiore, qualcosa si ruppe, uno specchio, un vetro, piangeva e urlava il mio nome, disperato… solo in quel momento anche io cominciai a piangere, forse avevo fatto l’errore più grande della mai vita, ma lui si merita di meglio… me lo ripeto in continuazione perché è solo questa la scusa che ho avuto per abbandonarlo… se apro gli occhi alla verità ho solo paura di cadere… corsi via piangendo… non sapevo dove andare… con chi parlare… in quel momento era tutto così inutile… || Scelsi di viaggiare, i primi tempi furono difficili… il dolore… qualsiasi cosa mi ricordava Tommy… ma poi mi decisi: sigillai il mio cuore, il mio dolore, la mia sofferenza e andai avanti, a fatica, ma andai avanti… e dopo tanto eccomi qui in questa nuova città…e ora? Ci sarà qualcosa per me qui? ||
